La Confraternita

del SS.mo Sacramento

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La Confraternita del SS.mo Sacramento

L'antica e Venerabile Confraternita del SS.mo Sacramento di Castelluccio di Norcia, una delle più antiche del Nursino, trae le sue origini nel 1425 dalla predicazione sui Monti Sibillini di San Giacomo della Marca, una delle figure più emblematiche della seconda metà del XV secolo. Una Pia Unione di Fedeli, formata da soli uomini denominata all'epoca Compagnia del SS.mo Nome di Gesù, prenderà poi nel 1535 l'attuale denominazione. Lo statuto fu approvato sotto il Pontificato di Papa Paolo III nel 1536.
Nel XVI secolo era così strutturata nei suoi Offitiali o Officiali:
Il Priore: dirigeva, indiceva e organizzava le riunioni.
Il Camerlengo:
il più anziano sovrintendeva all'amministrazione e custodiva i prodotti dei terreni della Chiesa.
Il Sacrestano:
addetto alle pulizie della Chiesa, alla cura degli arredi, alla lampada dell SS.mo Sacramento e doveva essere disponibile all'apertura della Chiesa per l'unzione degli ammalati con l'olio benedetto (TESTA, 2004).
Il Priore, il Camerlengo e il Sacrestano, restavano in carica due anni, alla fine del mandato, essi stessi eleggevano i successori (CORDELLA e LOLLINI, 1988).
La sede era presso l'antica parrocchia di Santa Maria, luogo in cui la Confraternita fece porre un prezioso tabernacolo ligneo che resistette alla furia della natura (terremoti) ma non all'uomo moderno, in quanto nel 1950 venne demolto perchè la Chiesa fu trasformata in un asilo infantile. Vi era un altro altare dedicato alla Madonna, che invece fu completamente rovinato dal terremoto del 1703; nel 1711 ne fu elevato uno in onore de Sant'Antonio da Padova. La preziosa immagine della Madonna dell'altare distrutto, fu ritrovata intatta sotto le macerie, tale fatto, venne considerato miracoloso e la Confraternita portò sempre in processione il dipinto, che oggi è purtroppo scomparso.
Grazie al generoso e fattivo contributo del Pio Sodalizio, venne costruita la nuova chiesa parrocchiale, denominata Santa Maria Assunta chiamata poi Santa Maria de Fori le Mura, per distinguerla dalla precedente. Emerge da un verbale che in questa chiesa, nel 1590, ebbero luogo le riunioni della Confraternita, dirette a stabilire tra l'altro l'istituzione dei "Santesi" e del loro Regolamento. In uno scritto del 1701 del parroco Don Giuseppe Pasqua c'è il riferimento al verbale del 15 luglio 1590. Nel 1940 il Regolamento dei "Santesi" fu trasmesso al Vescovo Diocesano (TESTA, 2004).
Anche i "Santesi", erano eletti per due anni e amministravano le rendite di numerosi appezzamenti di terra donati alla chiesa (CORDELLA e LOLLINI, 1988).
Per 2 secoli dal 1610, si assiste al periodo di massimo splendore per la Confraternita, intorno ad essa si strinse compatta tutta la popolazione, fatto dimostrato dai cospicui e numerosi censi in suo favore.
Fino al secolo XIX, la Confraternita, trovò una fonte di sostentamento nella lavorazione del legno.
Ecco come nel 1875, il Dott. Pietro Clavari, rappresentante di tutte le professioni, nel suo manoscritto dal titolo "Notizie diverse intorno alle professioni di Castel Monte Precino" annotava:

In quegli anni di grande paura e di sacrifici a causa del terremoto del 1703 molti paesani desideravano respirare serenità e pace e volentieri entravano nella "bottega" della Confraternita del SS.mo Sacramento di Castel Monte Precino (sic) che tutti chiamavano "La Cantina de li Legni", e dove la volta di pietra scura rappresentava il volto sorridente di quell'arte povera, umile e preziosa.
[...]
anche le donne e i giovani più robusti aiutavano i mastri falegnami, a portare i tronchi di faggio dalle macchie più vicine e non facevano mancare mai niente.

La SS.ma istituzione organizzò nel XIX secolo vari pellegrinaggi spesso a seguito di epidemie o terremoti. (TESTA, 2004).

Bibliografia:
TESTA V., 2004 - Omaggio alla Confraternita del SS.mo Sacramento di Castelluccio di Norcia. A. Livi Ed. Fermo (AN)
CORDELLA R., LOLLINI P., 1988 - Castelluccio di Norcia il tetto dell'Umbria. Parrocchia di S.Maria Assunta Ed. Castelluccio di Norcia (PG):108-109.

 

La rinascita della Confraternita

Di Giuseppe Iacorossi

Da più di venti anni gli unici due confratelli rimasti, Luigi e Matteo, rispettivamente Priore e Confratello mantenevano viva la fiamma che per centinaia di anni aveva animato la fede di molti uomini castellucciani. Amministravano i beni della Confraternita e con il ricavato tenevano accesa la lampada davanti al tabernacolo dove veniva riposto il Santissimo Sacramento, provvedevano a quelle piccole riparazioni di cui il manufatto della chiesa aveva bisogno, ma soprattutto partecipavano ad ogni cerimonia religiosa indossando orgogliosamente il camice e la mantellina delle Confraternita e guidavano con ordine e scrupolo le varie processioni che si fanno per le strade del paese durante le feste solenni. Alla fine degli anni ottanta a seguito della riforma del Concordato la Diocesi dispose che tutti i beni che ricadevano sotto la Chiesa fossero accentrati in un unico Ufficio. A causa di queste disposizioni venne tolta alla Confraternita la gestione dei beni immobili e fu cosi che l'ultimo Priore di quella che fu una delle più antiche confraternite della valnerina si trovò in disaccordo con il Parroco.

I beni che amministrava la Confraternita erano dei campi che ogni anno venivano messi all'asta tra i Castellucciani. Chi offriva il prezzo maggiore li aveva in affitto per una semina. Il ricavato veniva usato, come abbiamo gia detto, per il mantenimento della Chiesa.

Fu cosi che Luigi ripiego il camice e la mantellina e la ripose nell'armadio per non indossarlo più. Da quel momento Matteo rimase da solo a tenere in vita la Confraternita.

Ogni festa religiosa Matteo è presente, si reca in chiesa con il suo fagotto bianco sottobraccio e si posizionava davanti all'altare maggiore davanti al Parroco il primo tra tutti i fedeli. Quando il Parroco finisce di celebrare e ci si prepara alla processione Matteo scioglie i nodi al suo fagotto e spiega il suo lungo camice candido e lo indossa unitamente alla celeste mantellina e al cordone rosso che in vita. Con fierezza e dignità prende la croce che era stata sempre il simbolo che distingueva il Priore dagli altri confratelli e si incammina alla testa della processione guidandola per le strade del paese.

L'esempio di Matteo fece sorgere in alcuni di noi la volontà di aderire alla Confraternita ma ormai non si trovavano più ne i camici ne le mantelline per vestire i nuovi confratelli.

La Proloco di Castelluccio a termine dell'anno 2000 su richiesta mia e per volontà dell'allora Presidente Artibano, decise di acquistare, con parte dei fondi avanzati nel bilancio dell'anno 2000, dieci camici completi di mantelline e relativi stemmi per donarli alla Confraternita. Il nuovo vestiario fu dato a Matteo e con la mia collaborazione fu distribuito ai neo Confratelli con una piccola e riservata cerimonia di affiliazione.

Con i nuovi Confratelli insieme a Matteo, Priore di fatto, si rinsanguò quello che secondo noi era la Confraternita del Santissimo Sacramento della Parocchia di Santa Maria Assunta in Cielo di Castelluccio.

Dopo alcuni anni si decise di Ufficializzare la nuova situazione che si era venuta a creare. Già anni prima facemmo una proposta all'allora Parroco di Castelluccio "Don Giovanni", firmando una richiesta che non ebbe seguito.

Successivamente a Castelluccio arrivò Don Mario, giovane e dinamico Sacerdote. Ci fu subito un intesa tra di noi e un pomeriggio dopo la Santa Messa gli esposi le nostre intenzioni a riguardo della Confraternita. Don Mario Recepì immediatamente le nostre aspettative e ci convocò per i giorni successivi per costatare la nostra volontà i nostri intendi e la nostra fede e per spiegarci dettagliatamente cosa significava appartenere ad una Pia Confraternita. Dopo varie riunioni don Mario ci disse che avrebbe informato il Vescovo della Diocesi di Spoleto riguardo le nostre intenzioni.

Il parere fu favorevole, ma la vecchia Confraternita ufficialmente non esisteva più, bisognava ricostituirla ex novo. Presi l'impegno di riorganizzarla, indissi una assemblea con i nuovi confratelli con lo scopo di iscriverne altri ed eleggere il Priore e gli Ufficiali e di riscrivere il regolamento. Il 20 Agosto 2003 è stato eletto il nuovo Priore e gli Ufficiali che attualmente governano la Pia associazione.

Il Prof. Vincenzo TESTA animato da una grandissima passione verso la Pia Confraternita del Santissimo Sacramento, aiutato dal fratello Ettore in quanto già da molto tempo costretto a riposo a causa di una grave malattia che di lì a poco tempo lo ha portato al cospetto del nostro Creatore, con grande fatica e sacrificio scrisse il nuovo regolamento che in un assemblea del 03 Luglio 2004 venne approvato. Da allora è il nuovo regolamento della Pia Confraternita del Santissimo Sacramento della Chiesa di Santa Maria Assunta in Cielo di Castelluccio.

 

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Documento tratto dal libro della Confraternita - G.Iacorossi

 

 

 

 

 


Foto G.Iacorossi

 

 

 


Foto F.Ciminari

 

 

 


Foto G.Iacorossi

 

 

 

 


Foto G.Iacorossi

 

 

 

 


Foto G.Iacorossi - Il Sacramento (Lu Sacramientu)

 

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